domenica 5 gennaio 2014

Culti e tradizione. La Befana...



Nella tradizione ligure, il ciclo dell'anno agrario e contadino è costellato da una serie di ricorrenze e culti che potremmo definire un “mix” tra sacro e profano. Spesso non si conoscono le antiche radici che hanno dato origine a questi rituali. 

Parliamo stasera della Befana, vecchina che tutti i bambini adorano, nonostante la filastrocca che accompagna questa festa:  

“Arriva l' Epifania che tutte le feste si porta via” 

L'arrivo, infatti, della Befana porta con se la conclusione delle feste natalizie.



La vecchietta povera, vestita di stracci porta semplici doni ai piccoli, quasi sempre cibo come caramelle, frutta secca e fresca cioccolatini a chi si è comportato bene e carbone ai bimbi poco ubbidienti. Questa vecchina misteriosa, quasi una strìa una bazzura, arriva la dodicesima notte dopo il Natale, nel periodo di transizione tra l'anno vecchio e quello nuovo.


L' Epifania che significa "manifestazione" perchè secondo la tradizione cristiana Dio si sarebbe rivelato agli uomini attraverso la nascita di suo figlio non avrebbe nulla da spartire con la ben più “pagana” Befana. 

Il nome Befana infatti, secondo diverse teorie, sarebbe un elisione dal latino che da Epiphania avrebbe portato a Befana. Come possiamo vedere un altro passaggio dal pagano al cristiano.

Qui in Liguria la Befana era, in tempi antichi, la rappresentazione di Madre Natura. E' infatti finito l'anno vecchio e arrivato quello nuovo  (cominciato da sei giorni) e la Natura giunta oramai alla fine del suo ciclo vitale prende le sembianze della Befana per portare piccoli doni. Il simbolo di tale gesto lo si può ricercare nelle semenze, che giacciono oramai sotto il terreno ed altre che presto (come Fave e Grano) verranno seminate e, proprio grazie a queste, il ciclo vitale riprenderà, facendo tornare Madre Natura giovane e fertile.

Tradizioni

Qui nelle valli un pezzo di carbone, oltre ad essere il simbolo di calore ed energia, veniva conservato spesso vicino alla stufa, perchè si riteneva,  aiutasse a scacciare le malattie e le disgrazie.


Vi era il rito del falò della vecchia (a parer mio molto inquietante) dove appunto un pupazzo intrecciato con la paglia e vestito di stracci vecchi veniva posto su di una pira e bruciato. Così sembra si scacciasse l'anno vecchio aprendo definitivamente le porte a quello nuovo. Alcuni anziani di paese raccontano anche che questo gesto veniva compiuto solo durante gli anni “de maleoglia” ciò di malora. Sembra che gli anni toccati da carestie e malanni venissero a punto bruciati.



Un rito che oramai si perde nelle nebbie del tempo è quello della “savatta”.
Questa, altro non era che una scarpa vecchia e molto logora, che veniva adagiata la sera della vigilia della venuta della Befana al di fuori di una finestra. La vecchina passando l'avrebbe poi riempita di piccoli doni.



Fonti:

Mie interviste fatte agli anziani dei paesi dell'entroterra ligure.

"Paesaggio invernale" Piera Cavanna (dal Web)
"La Vecchia" Giorgione (1508)
"Vecchi scarponi" Vincent Van Gogh (1886)


Nessun commento:

Posta un commento