giovedì 28 novembre 2013

Racconti. Fransè e il Prezzemolo...


Un signore sulla novantina conosciuto in un paesino delle alture genovesi, un paio di anni fa, mi narrò una vicenda che all'età di sei anni lo riguardò da vicino.
In un piccolo paese abitava una famiglia modesta, composta da padre, madre e quattro figli, tre maschi ed una femmina di pochi mesi .
Fransè (Francesco) il più piccolo dei maschi era il più allegro e vivace della famiglia, sempre sorridente ed amico di tutti.

In paese tutti gli regalavano qualche cosa, chi un uovo appena tolto dal pollaio, chi una pagnotta calda e, chi se le poteva permettere, delle caramelle di zucchero.

Un giorno di mercato, il padre del ragazzo incontrò un signore che gli regalò una meravigliosa pianta di Prezzemolo dalle grandi foglie verdi scuro e gli steli lunghi. Una giovane e vigorosa pianta. Il padre ringraziò sentitamente il signore del carretto della verdura e si diresse sorridente verso casa.

La pianta, appena portata a casa, venne trattata con tutti gli onori perchè la tradizione vuole che tutto ciò che è regalato, soprattutto se pianta o animale, riceva cure come un ospite.

Passarono i giorni e la famiglia, purtroppo, cominciò a notare dei cambiamenti in Fransè.

Giorno dopo giorno si incupiva, non sorrideva e al mattino non correva più dai vicini per salutarli.
I genitori ed i fratelli più grandi cominciarono a temere per la salute del bambino, tanto che il padre decise di chiamare il medico ma, questo, trovò in buona salute il figlio e se ne andò senza dargli alcuna cura.

Passarono i giorni e poi i mesi. Fransè diveniva sempre più cupo, spento, senza forza vitale e gioia.

La madre del ragazzo una mattina recandosi in cucina, notò che il Prezzemolo era ingiallito. Le foglie che prima erano grandi e verdi, si erano rinsecchite. La pianta stava morendo.

Ne parlò così al marito e questo, immediatamente, si recò dalla Fuinna per chiedere consiglio.

Questa, senza batter ciglio mise lo scialle, prese da una bacinella tre sassolini bianchi, uscì di casa con il padre di Fransè e cominciò a gettarli a terra, uno dopo l'altro, a distanza di pochi passi l'uno dall'altro, accompagnandone la caduta con una litania ripetuta varie volte.

Arrivata a casa di Fransè, diede un fugace sguardo alla pianta morente e guardò poi il ragazzo dal volto pallido, dallo sguardo assente, che se ne stava seduto nell'angolo della cucina vicino alla cantia..

La donna parlò con il padre, chiedendo da dove venisse la pianta. Questo, le spiegò così, il fatto dell'uomo con il carretto, della verdura e del regalo.

La Fuinna chiese di rimanere sola con il ragazzo. Non appena tutti furono andati, domandò a questo se avesse tagliato il Prezzemolo con le forbici. Appena il ragazzo rispose in maniera positiva alla domanda, questa si irrigidì e sembrò subito capire.

Richiamò così la famiglia e, spiegò con calma, che Fransè aveva perso la gioia e la forza di vivere.
Disse che il Prezzemolo, mai va tagliato con le lame (forbici, coltelli etc) ma solo con le mani. Questo infatti, se potato con oggetti a lama, perde la propria forza vitale togliendola nello stesso tempo anche a colui che compie il gesto del tagliare.

La Fuìnna quindi prese il Prezzemolo, lo diede al ragazzo e gli  comandò di portarlo nelle fasce. Lì, avrebbe dovuto girare su se stesso, per tre volte, con occhi chiusi e con la pianta in mano. Dopo, aprendo gli occhi, avrebbe piantato il Prezzemolo sotto il primo albero incontrato dal suo sguardo.

Così Fransè, uscì con la pianta e tornò dopo poco a casa, dove la Fuìnna lo segnò sul naso, con l'olio benedetto intonando una cantilena.

La donna, disse ai genitori di Frasè di controllare la pianta ed il ragazzo. Aggiunse che il Prezzemolo, non doveva mai essere estirpato e le foglie dovevano essere raccolte solo con le mani, pena la morte del figlio. 

La pianta, infatti, era la linfa vitale del ragazzo. La forza e la gioia di vivere di Fransè provenivano dalla stessa

La scrivente non ha avuto l'onore di vedere la pianta di Prezzemolo. Ha però parlato con un uomo di novant'anni proprietario della stessa, unico vivente della famiglia.
Secondo Fransè la pianta in questione sarebbe ancora in vita e cesserebbe di vivere assieme a lui.




Fonti:
Immagine (fonte Web)


Francè, te la dedico. Sicura che in questo momento Tu la stia leggendo con, accanto, il tuo Prezzemolo.
Ciao.
Monica.

2 commenti:

  1. Questo articolo rientra nella mia top 10
    è PARTICOLARISSIMO!

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    Risposte
    1. Ahahhhaha vogliamo la tua top 10!!
      Sto cercando il tempo (spero di trovarlo) per andare in giro in territorio ligure per intervistare un po' di personaggi meravigliosi dalle rughe aspre come la nostra terra...

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