Cicale canterine accompagnano la cena, sotto al porticato, carico di uva.
Si parla, ci si ascolta. L'odore della legna nella stufa segna l'ora di cena. Così, ci si accomoda a tavola e davanti ad un piatto di minestrone alla genovese si narrano storie antiche.
Le valli interne della Liguria, oltre ad offrirci panorami magici, boschi incantati che confinano con il mare, danno la possibilità, a chi è pronto ad ascoltare, di sentir riecheggiare tutto ciò che è rinchiuso nella memoria del tempo.
Il giorno del Solstizio d'Estate, 21 Giugno, il Sole raggiunge il punto più alto della sua corsa in cielo. E' questo, infatti, il giorno più lungo dell'anno. Dal giorno 23 le giornate cominceranno ad accorciarsi.
Nell'entroterra ligure riecheggiano vecchie fòe riguardanti arcane tradizioni. Arrivano da tempi antichi ed hanno il potere di stupire chi riesce ancora a percepirne l'aura di mistero.
Ad esempio "l'Anà a scurrìe e Strìe", festa alla quale partecipava anche il mio papà, a Pino Sottano, piccolo paesino arroccato, che gli ha dato i natali.
Una Domenica grigia di inizio Autunno io e mio marito decidemmo di pranzare fuori.
Così andammo a Pieve, un meraviglioso paesino incastonato tra campagna e mare. Ci attirò un profumo di castagne e pane cotti con fuoco a legna e decidemmo così di fermarci alla vecchia locanda.
"A-a Madonna da Candieua de l'inverno semmo feua, ma se cieuve ò se mette a neivâ, quaranta giurni àn da passâ"
La Candelora secondo i contadini è un giorno critico, perché se la giornata è calda e serena la Pasqua sarà ancora fredda e potrà ancora cadere la neve.
Quando ero fanciulla mio nonno, durante le giornate piovose, si divertiva a raccontarmi le diverse fòe riguardanti i vari culti dei santi e dei personaggi che rendevano la Liguria una terra permeata di tradizioni.
Nella
tradizione ligure, il ciclo dell'anno agrario e contadino è
costellato da una serie di ricorrenze e culti che potremmo definire
un “mix” tra sacro e profano. Spesso non si conoscono le antiche
radici che hanno dato origine a questi rituali.
Eccoci nuovamente qui, in città. I giorni campagnoli sono finiti. La Befana, vecchina gentile che accompagna il re Inverno, quest' anno la aspetteremo qui.
Provate a chiudere gli occhi ed a pensare per un momento ad un paesaggio di campagna o montagna innevato. Immaginate i tetti delle case resi bianchi dalla neve, i comignoli fumanti, gli alberi spogli, alcuni, come Cachi, Corbezzoli e Rose Canine colorano il paesaggio bianco con varie sfumature dall'arancione al rosso.
Questa frase veniva spesso ripetuta dal nonno, perchè come molti abitanti del paesino affermavano, il crepuscolo del mattino e della sera era un momento magico.
Un signore sulla novantina conosciuto in un paesino delle alture genovesi, un paio di anni fa, mi narrò una vicenda che all'età di sei anni lo riguardò da vicino.